U., Feltre, mister Pagan: “Vittoria meritata, ma sprecato troppo”

Proponiamo le interviste post gara di U. Feltre – Adriese, raccolte da Alessandro Cossalter

Il primo a presentarsi in sala Ocri è Andrea Guagnetti, biondezza e sorriso largo. Vittoria meritata, bomber. “Era la prima e per di più in casa: era importante iniziare col piede giusto e scacciare ciò che ci portavamo dietro da domenica, con l’eliminazione in Coppa. Soprattutto nel primo tempo, siamo riusciti a tenere il gioco in mano, abbiamo trovato il gol su palla inattiva, aspetto questo fondamentale se si considera che domenica ne avevamo presi due così… Ovviamente loro nella ripresa l’hanno buttata un po’ sulle palle lunghe, ma nonostante tutto siamo stati noi a costruire i presupposti per il raddoppio: Boschet lo fallisce a porta vuota, Calì due volte ci va vicino, Pelizzer anche… Penso che, tutto considerato, il risultato avrebbe anche potuto essere più netto. Mi dici dell’abbassamento nella ripresa? Sì, vero, è credo sia fondamentalmente dovuto ad un fattore psicologico: era l’esordio, non vuoi sbagliare, vuoi portarla a casa. E considera comunque che loro, sulle palle ferme, venivano a saltare in tanti, ma noi siamo sempre stati bravi a tenere alta la linea, a non concedere la profondità”. Tu, da difensore, che numeri hai in quanto a gol stagionali? “Non sono il mio punto forte, dai… [sorride]…però presentarmi così alla prima è bello, speriamo sia di buon auspicio per il resto della stagione. Di solito ne faccio uno all’anno, da tre punti. Forse quest’anno ho un bonus, chissà!” Non doppia cifra, vero? “No no, doppia cifra da escludere! Conta prenderne il meno possibile, di gol, e fare un bel campionato”.

Tocca a Vincenzo Calì, meno ciarliero, dritto al sodo. Mezz’ora scarsa, ma sei entrato nel vivo immediatamente: si vedeva che avevi voglia. “Chiaramente, con tutto il tempo che son rimasto fermo, la voglia di giocare era tanta. Sono entrato bene, la squadra mi ha aiutato a dare quello che ho dato in quei 25′. Sono andato anche vicino al gol, lì forse potevo fare qualcosa in più, ho calciato forte ma centrale, il portiere ci è andato con l’istinto…” Tre punti subito, molte più occasioni dell’Adriese. “Sì, credo si sia fatta la gara che avevamo preparato. Abbiamo meritato la vittoria, anche quando ci siamo un po’ abbassati non abbiamo concesso praticamente nulla ai nostri avversari”. A che punto sei, a livello di forma? “Ovvio che ancora sto un po’ indietro rispetto ai miei compagni, possiamo dire che il ritiro l’ho dovuto saltare quasi per intero, ancora c’è tanto da lavorare, però sono fiducioso, mi sento in crescita”. Se il mister a Tamai ti dice che parti dal 1′ non ti tiri indietro… “Mai tirato indietro, mai detto no”.

Anche Matteo Pinton risponde secco, senza fronzoli. Stanco, Matteo? No, perchè in campo non pareva, neppure al 96’… “Sì dai, un po’. Un pochino… In campo l’adrenalina ti fa correre, i dolori non li senti… Appena fischia la fine, ti accorgi”. Era importante vincere, oggi, per dar subito un’impronta chiara al nostro torneo. “Ti dà fiducia partire coi tre punti. Noi eravamo convinti della nostra forza, non è stata certo l’eliminazione in Coppa a farci sorgere dei dubbi, anche perchè, sebbene in inferiorità numerica, contro il Legnago abbiamo disputato una gara importante”. Mi sa che non ti dispiace, il modo in cui Pagan fa giocare i terzini, così dentro la manovra, così pronti a cercare la profondità. “No no, io sono d’accordissimo con questa cosa! A me piace spingermi in avanti, è un tipo di gioco che mi coinvolge”.

Chiudiamo con Andrea Pagan, che saluta il collega rodigino e si rivolge ai registratori. Oggi, mister, rischiato quasi nulla, vittoria che non fa una piega. “Volevamo chiuderla già nel primo tempo, spingere un po’ di più, e non ci siamo riusciti. Nella ripresa abbiamo gettato via tre o quattro occasioni che… clamorose, guarda…con Pelizzer che, adesso, martedì deve portare da mangiare per tutti…deve metterla dentro lì, dai, non è che si può… Comunque, al di là di episodi e situazioni specifiche, la squadra ha giocato con la personalità che volevo io, ha giocato sempre per vincere, ed alla fine lo ha fatto meritatamente. Finalmente siamo stati molto concentrati sulle palle inattive, dove in precampionato avevamo sofferto. Volevamo partire bene perchè, credetemi, non sono frasi fatte: le prime quattro/cinque giornate segnano un campionato, devi sfruttarle, soprattutto se inizi di fronte al tuo pubblico. Oggi bravi i ragazzi, complimenti a loro”. Nel secondo tempo, ci abbassiamo: scelta o meriti dell’Adriese e della sua voglia di recuperarla? “Le partite sono fatte di tante fasi. Il gioco non lo puoi sempre comandare tu. L’essenziale è che, quando rifiati, quando cedi un po’ di campo, tu difenda compatto e con ordine. Oggi, nella ripresa, questo ci è riuscito molto bene, li indirizzavamo dove volevamo noi e ripartivamo con i tempi giusti, sfruttando i loro limiti nella copertura della profondità: le occasioni di cui dicevo prima le abbiamo costruite proprio così”. Hai puntato subito su Alessio Rizzo, e lui ha risposto con personalità, almeno fino a quando le gambe l’hanno sorretto. “Allora: per la sua età, lui è tecnicamente sopra la media, e sa vedere la giocata prima come non san fare in molti. Ma non può ancora conoscere i nostri meccanismi: è normale, noi ci lavoriamo da un mese e mezzo, lui sta appena iniziando a farlo”. Calì, entra e dà subito un saggio di come potrà andare ad incidere sul nostro gioco offensivo… “Ci è mancato per tutto il precampionato, siamo davvero tutti curiosi di capire cosa potrà dare alla squadra, io per primo. La squadra, d’altro canto, l’avevamo studiata proprio sulle sue caratteristiche. Ora non dobbiamo avere fretta, oggi ha lottato, adesso pian pianino lo porteremo al 100%. In ogni caso, Tobia Giovanni ed Alex oggi hanno fatto una grande partita, per me”.

A cura di Alessandro Cossalter, collaboratore Union Feltre

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