Union Feltre, sconfitta di misura in casa della capolista

SERIE D, GIRONE C, 25^ GIORNATA,
MESTRE-UNION FELTRE 1-0

MESTRE (3-4-1-2): Gagno; Bonetto, Gritti, Dell’Andrea; Pinton, Bartoccini (57′ Bussi), Boscolo (79′ Politti), Boron (57′ Fabbri); Beccaro; Kabine, Sottovia. Allenatore Stefano Sottoriva (in luogo dello squalificato Zironelli).
UNION FELTRE (4-2-3-1): Scaranto; Dall’Ara, Guzzo, Dal Monte, Salvadori; Gjoshi (89′ Malacarne), Trento; Podvorica, Rondon, Ghedini (67′ Cossalter); Madiotto. Allenatore Giuseppe Bianchini.
ARBITRO: Davide Di Marco di Ciampino (Roma).
MARCATORI: 60′ Bussi.
NOTE: pomeriggio soleggiato, terreno in buone condizioni, spettatori 1200 circa. Recupero p.t.1′, s.t.3′. Angoli 9-4 per l’Union Feltre. Ammoniti Podvorica, Guzzo, Trento, Ghedini e Salvadori (UF), Bonetto (M).

Guardate il dato sui calci d’angolo. In casa della capolista, capace sin qui di 20 vittorie in 24 giornate, noi nove corner, loro quattro. Un altro dato, adesso, che non compare nel tabellino: occasioni da gol arancionere UNA, occasioni da gol nostre SEI. Non partiremo con la solita litania, ma venir via da Mogliano con zero punti dopo una prestazione di tanta personalità lascia davvero un’amarezza profonda. Ha mai prodotto così poco, la squadra di Zironelli, nell’arco di 90′? Ha mai stentato tanto nell’organizzare la sua manovra palla a terra, le sue combinazioni, il suo fraseggio? Probabilmente no. E noi, dall’alto di questo merito indiscutibile, torniamo a casa sconfitti. Il minimo è sentirsi rammaricati.

Bel pomeriggio tiepido, per le vie di Mogliano è già primavera, la tribuna del “Panisi” si popola all’ultimo, il tifo arancionero attacca subito la torcida, sul lato opposto buona rappresentanza verdegranata. Il Mestre si schiera a tre dietro, mette Boscolo a dettare i ritmi della manovra, tiene molto larghi Boron e Pinton (cui non di rado fa da spalla Bartoccini), abbassa sovente Beccaro a raccordare la linea mediana con Kabine e Sottovia. Bianchini rimescola le carte: lo squalificato Peotta è rimpiazzato da Gjoshi, che farà un partitone da interno di metacampo, Cossalter rifiata ma il 4-2-3-1 si conserva con l’allargamento di Ghedini, promosso titolare dopo la mezz’ora incoraggiante sfoderata contro l’Abano. Rondon ondeggia alle spalle di Madiotto, Podvorica fa su e giù sull’out di destra.

“Portaci, portaci, portaci in Europa… oh Serena, portaci in Europa…”, cantano i mestrini al ritmo dei tamburi, dentro la coltre dei fumogeni. Ma il Mestre, sul campo, non ha la loro baldanza. Prendiamo in mano noi le operazioni, gestiamo palla senza timori, Lillo e Trento accorciano sempre sulla pressione dei nostri avanti, e così il baricentro non lo abbassiamo mai. Rondon apre a destra per la sortita di Dall’Ara, cross “come sta” sul palo lungo, Salvadori va a chiudere la combinazione tra terzini ma l’inzuccata da posizione non semplice finisce sul fondo. 11′, angolo per noi, la palla esce dall’area, Salvadori la impatta piena col destro (col destro) dai 25 metri, conclusione tesa ma centrale, Gagno la disinnesca in due tempi. Siamo al 20′, Beccaro prova da fuori ma va lontanissimo dai pali, poi è Madiotto col sinistro decentrato a mettere in ambasce la retroguardia di casa, uno stinco gli mura il tentativo in angolo. Spinge ancora Salvadori, protagonista di un primo tempo splendido, tocco su Rondon, mancino dalla distanza, palla sul fondo. Ancora noi, 23′: punizione dello stesso Rondon, destro tagliato dai 30 metri, parabola disegnata magistralmente, palla che passa ad una spanna dall’incrocio dei pali con Gagno proteso in tuffo: brivido. Bel triangolo Beccaro-Kabine-Beccaro, apertura sul propositivo Boron, palla dentro rasoterra, bravo Guzzo a pulire la nostra area. Ora il Mestre allenta un filo la nostra pressione, ma è proprio qui che andiamo ad un soffio da un vantaggio che sarebbe sacrosanto: traversone di Rondon da sinistra su sviluppo di palla inattiva, Dal Monte va ad incornare nel traffico dell’area, traversa!, sulla sfera si avventa Ghedini che cerca di ribadirla in rete trovando però la chiusura in extremis di una tra le mille gambe mestrine più il portiere in tuffo. Una maledizione. Il tempo si chiude con un’iniziativa di Kabine che, entrato in area da sinistra, la crossa tesa e trova la deviazione di Dal Monte (protagonista nelle due aree), fortunatamente in bocca a Scaranto. Intervallo.

L’avvio di ripresa ribadisce l’ottima impressione: il Mestre non trova giocate e cadenze in grado di farci sbandare. E’ anzi Podvorica a spaventare i locali quando, su palla lunga dalle retrovie, può fiondarsi in campo aperto fin dentro l’area e calciare col destro: palla alle stelle, purtroppo, occasionissima. Doppio cambio di Sottoriva, alla ricerca di soluzioni. Entra anche Bussi, che sbloccò allo Zugni Tauro. Siamo attorno al quarto d’ora, eccediamo in qualche fallo in zona pericolosa, e ne parleremo poi con i ragazzi. Su uno di questi, precisamente al 60′, Beccaro cerca la porta dai 22 metri, Scaranto vola da campione e respinge, la palla ricade in area e Bussi, proprio lui, la sospinge in fondo al sacco: 1-0, falso come Giuda. Bianchini getta nella mischia Cossalter, un rinvio precario di Gagno batte su Rondon e innesca Madiotto che controlla in area e viene caricato, l’arbitro fa correre. Alla mezz’ora, Cossalter guadagna una punizione dal limite, leggermente spostata sulla sinistra. Troppo vicino per la frustata di Rondon, va Madiotto all’esecuzione, destro dolce a cercare il sette sopra la barriera, palla appena alta (era la stessa porta del capolavoro della stagione scorsa, speravamo fosse un auspicio). Il Mestre prova ormai rare sortite, Kabine è contrato su un tentativo un metro dentro l’area, e al 91′ la chance enorme: lancio in verticale di Rondon, Podvorica s’invola verso la porta, non lo prendono più, arriva in area e spara: destro sporco, anche stavolta! Niente da fare, i due minuti restanti scivolano via inesorabili, finisce 1-0 per loro, che vanno sotto la “curva” a cantare coi loro tifosi. Testa alta, ragazzi, oggi più che mai meritavamo ben altro.

Alessandro Cossalter, collaboratore Union Feltre

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