Union Feltre: rimonta nel segno di Rondon

L’Union Feltre da seguito alla vittoria sul Careni battendo in rimonta (la squadra di Banchini era sotto fino a poco più di dieci minuti dal novantesimo) la Vigontina: ora la zona play-off è distante solo un punto.

Questo il commento della gara dalla pagina Facebook dell’Union:

UNION FELTRE (4-2-3-1): Scaranto; Dall’Ara, Guzzo, Solagna, Salvadori; Trento (85′ Bedin), Peotta; Boschet (63′ Luciani), Rondon, Cossalter; Madiotto. Allenatore G.Bianchini.

VIGONTINA SP (4-3-3): Vanzato; Busetto (86′ Rigon), Pregnolato, Rumleanschi, Scandilori; Pelizzer (73′ Antonello), Casagrande, Brugnolo; Episcopo (69′ Michelotto), Siega, Cacurio. Allenatore V.Italiano.

ARBITRO: Luca Baldelli di Reggio Emilia.

MARCATORI: 25′ Cacurio, 77′ Madiotto, 86′ Rondon.

NOTE: pomeriggio di sole, spettatori 500 circa. Ammoniti Salvadori (UF), Brugnolo e Pregnolato (VSP). Angoli 6-1 per VSP.

Detto in estrema sintesi, quasi brutale: la vinciamo perchè Roberto Rondon veste verdegranata. Col sinistro, stende un tappeto rosso tra Madiotto e la porta, e pareggiamo. Col destro, dai 25 metri tutto spostato a sinistra, disegna una parabola esatta, a scendere sul primo incrocio, ad incenerire Vanzato in volo e a regalarci i tre punti. Non aveva fatto una partita sensazionale, il 9, anche a causa, ci spiegherà Bianchini, di un piccolo problema muscolare sulla fascia addominale. Ma, se l’abbiamo vinta, è perchè Rondon ha quella classe lì, e quando arriva il momento in cui gli riesce di spargerla sulla partita, beh, poi le cose è facile finiscano così…

Squalificato Podvorica (altre due gare oltre a questa), Bianchini lo rimpiazza col baby Boschet: abbiamo due ali che insieme fanno 32 anni. Dietro, altra da titolare per Tommy Solagna. Bedin torna a disposizione dopo l’infortunio di Abano (16 ottobre), e riassaggerà il terreno di gioco per una decina di minuti nel finale. Italiano, qualcuno lo ricorderà con la maglia dell’Hellas o del Chievo sui campi di A, dispone la Vigontina con un 4-3-3 fatto di baricentro alto e di gran circolazione di palla. Rispetto a quattro giorni fa col Careni, altro film. Questi giocano, raddoppiano a metacampo, ed hanno una qualità di palleggio per cui ci risulta complicato, nel primo tempo, sottrargli il pallino.

Neanche un giro di lancetta, da Rondon dentro per Cossalter, controllo difettoso a tu per tu con l’estremo padovano. Resterà un bagliore momentaneo. Corner da destra di Episcopo, svetta Brugnolo in mezzo all’area, palla alta sulla traversa. Gran giocata di Episcopo al 13′, col suo passo rapido e la sua abilità nel togliere il tempo all’avversario diretto: si fa luce da destra su Salvadori, converge e calcia rasoterra col mancino, bravo Scaranto a distendersi e mettere in angolo. Dall’Ara e Boschet trovano un paio di combinazioni in fascia, ma i cross dell’ala non trovano destinatari. Continua a giocare la Vigontina: dribbling al limite di Episcopo, tocco breve per Casagrande, gran botta di sinistro che Scaranto vola a parare a mezz’altezza sulla propria destra, ma la palla ricade lì nei pressi, i nostri difensori sono poco reattivi e per Cacurio spingerla in fondo al sacco è cosa agevole: 0-1. Madiotto e Cossalter lasciano lì un pallone in ripartenza, non si intendono, immagine del nostro primo tempo. I padovani governano il match, e s’impossessano della fascia di Salvadori e Cossalter continuando a sovrapporre Busetto, Pelizzer ed Episcopo, finchè quest’ultimo inverte la posizione con Cacurio. Si chiude la frazione sull’ennesimo cross tagliato di Boschet che Rumleanschi ribatte di testa, la palla cadrebbe precisa sul destro di Rondon appena dentro l’area, ma il fantasista rifiuta il tiro al volo e l’occasione sfuma.

Di solito l’avvio di ripresa è la fase che più soffriamo. Oggi non ce lo si può permettere. Ed infatti rientriamo con altro piglio. Sgroppata profonda di Cossalter sulla sinistra, finta secca su Busetto, linea di fondo, tocco dietro rasoterra, arriva Boschet che da 6 metri calcia di prima col mancino ma spara alle stelle: enorme occasione. Tre minuti, Rondon tocca a Cossalter, palla corta su Madiotto (prendete l’azione che procura il rigore col Careni, e scambiate i ruoli) che finge di chiudere il trinagolo con Alex proiettatosi in area, si gira su sé stesso e fa partire un collo pieno dai 18 metri che si perde appena largo sul secondo palo. Adesso spingiamo. Altra accelerazione-monstre del “nino de oro”, che sbilancia Pregnolato, lo salta, si porta verso il fondo e, un attimo prima di metterla in area, viene chiuso dalla morsa Vanzato-Rumleanschi. Luciani, esordio assoluto, rileva Boschet all’ala destra, anche lui a piede invertito. Al 66′ Salvadori trova Alex dentro l’area, sinistro senza pensarci su, Vanzato in uscita tempestiva respinge col corpo. Trento adesso battaglia, Peotta prova a buttarsi dentro a fari spenti, la palla di Rondon è appena lunga. Ma poco oltre la mezz’ora, Rondon confeziona di seta: gli arriva palla rasoterra da sinistra, senza stoppare la alza morbida col mancino oltre la linea difensiva padovana facendola ricadere precisa sul movimento di Madiotto, il quale incrocia il diagonale da killer e ci porta sull’1-1. Il pareggio ci carica, gli ospiti adesso hanno il fiato corto. Salutiamo il rientro di Matteo Bedin proprio quando fruiamo di un calcio piazzato tutto spostato a sinistra e ben lontano dal vertice dell’area. Bedin va in mezzo a saltare con Guzzo, con Madiotto, con gli altri. Ma Rondon non ci pensa proprio. Il mirino è puntato sul sette dal primo istante. Destro tagliato e carico, teso, liftato e secco: sorvola la barriera, si abbassa all’ultimo, gonfia la rete. Magia. Siamo ad un punto dai play-off: alè, Union!

 

VOCI DAGLI SPOGLIATOI

Il primo che arriva in sala Ocri è Andrea Dall’Ara, canotta e sorrisone. Fatica nel primo tempo, poi la facciamo nostra con la qualità. “Sì dai, non siamo partiti come avremmo dovuto. Loro facevano girar palla, squadra di qualità assoluta, la classifica non rispecchia per niente il loro valore reale. Trovano il gol e poi…e poi niente, è dall’inizio dell’anno che lo ripetiamo: siamo una squadra vera, una squadra matura. Così nella ripresa alziamo il baricentro, li mettiamo in difficoltà e alla fine la vinciamo”. Salvezza o di più, tu da che parte stai? “Ti dico, io quelle sotto non le guardo…” Andrea, uno dei pochi… “(ride)… però insomma, son contento, ho grandi sensazioni quest’anno, sento che possiamo toglierci belle soddisfazioni… Siamo là, ed è giusto che là rimaniamo!”

Rondon si gusta la doccia, nel frattempo ci raggiunge Giuseppe Bianchini, cui chiedono se sia stata raddrizzata più col cuore o con la qualità. “Con tanto cuore, senza dubbio. Te lo dico: sono proprio orgoglioso di allenare questi ragazzi, stanno veramente dando tutto tutto tutto. Poi d’accordo, il primo tempo li abbiamo lasciati troppo giocare, loro con la palla son forti, il sole basso non ci consentiva di rischiare la giocata difensiva d’anticipo. Ma ci sta, ogni tanto. A me è piaciuta la reazione nella ripresa, avevo chiesto alla squadra di andar a prendere la Vigontina più alta, togliendole la possibilità di far girar palla. L’abbiamo fatto e i frutti li abbiamo portati a casa”. Mister, a me pare davvero che oggi la si sia vinta con la classe, con la qualità di quei tre davanti, di Rondon in primis. “Sì, è così. Li abbiamo, li sfruttiamo e, quando fanno cose come quelle di oggi, dobbiamo dar loro i giusti meriti. La partita l’abbiamo risolta con le individualità, però ci tengo a sottolineare il cambio di atteggiamento della squadra. Senza quello, le individualità non sarebbero valse a nulla. Chiaro che se segni su punizione è perchè hai uno come Robi, che conosco da anni, tra l’altro, e lui è uno che 3/4 a stagione te le mette dentro… Mi dici dell’assist a Madiotto: ci sono momenti in cui Robi ha idee di gioco che gli altri non hanno, e, non secondario, ha le capacità tecniche per poterle mettere in pratica. Oggi giocava con un fastidio muscolare, ma è comunque imprescindibile, per noi”.

Arriva l’hombre del partido, in accappatoio blu. Qualcuno gli chiede a chi si ispiri sulle punizioni, è un po’ restio, poi si lascia andare… “Roberto Baggio (che giocò con papà Totò, tra l’altro, oggi presente in tribuna, nda), è sempre stato il mio giocatore preferito, ecco, penso possa essere un buon esempio cui far riferimento…”. E oggi? “Non una prestazione esaltante, ma forse proprio per questo vittoria ancora più preziosa. A fine primo tempo ci siamo guardati e ci siamo detti che, se non cambiavamo atteggiamento, la partita era persa. Abbiamo reagito, nella ripresa la differenza era chiara”. Permettimi di tornare sull’episodio-chiave: per il tuo tipo di calcio, molto “carico”, mi par quasi ti siano più congeniali calci di punizione dai 25-30 metri piuttosto che a ridosso del limite dell’area, o no? “Intanto: ne abbiamo già parlato, non ho la fissa del gol. Ma il gol su punizione per me è qualcosa di speciale, è un mio pallino. Non ti nascondo che quest’anno stesse iniziando a pesarmi, di non averne ancora realizzato uno. E’ anche un fatto mentale: se non ne trasformi, la prossima la calci meno libero, come dovessi dimostrare, no?, e se la calci meno libero è più probabile tu non la trasformi… Comunque è vero: io le “forzo”, le punizioni. Calciandole così, mi serve lo spazio perchè scendano, e se la palla sta sul limite dell’area spazio ne hai poco. Oggi, tra l’altro, pensavo andasse alta, da come era partita… invece dev’esser calata proprio alla fine, tanto che non so se fosse proprio al sette ma sicuramente era appena sotto la traversa… Comunque, oggi volevo calciarla, quella là… volevo calciarla e basta…” L’ha calciata, grazie al cielo.

Dalla pagina Facebook dell’Union Feltre

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