Union Feltre ko: “Che brutto secondo tempo”

Un Calvi Noale affamato di punti salvezza espugna lo Zugni interrompendo la striscia positiva dell’Union Feltre. Inizia male il 2017 la squadra di Bianchini, anche se, classifica alla mano, non è certo il caso di fare drammi.

Sconfitta figlia soprattutto di un secondo tempo negativo dell’Union, dopo che nella prima frazione i padroni di casa avevano avuto più di un’occasione per portarsi in vantaggio:  questo almeno quello che emerge dalle interviste post gara raccolte da Alessandro Cossalter e riportare sulla pagina Facebook della società.

Ecco la cronaca della gara e le interviste, riprese proprio dalla pagina Facebook dell’Union Feltre:

Battuta d’arresto che non mettevamo in preventivo, quella di oggi col Noale. Si interrompe un filotto di quattro successi che aveva preso avvio più di un mese fa. E si interrompe contro un avversario che si presentava allo Zugni come penultimo della classe, capace di sole tre vittorie in tutto il girone d’andata, reduce da sei sconfitte nelle ultime sette giornate. Ma lo si dice da settembre, e più passano le settimane più il concetto trova fondamento: questo è un torneo di livello ben sopra la media, nel quale i tre punti arrivano soltanto in virtù di prestazioni di spessore. Nessuno regala nulla. Il secondo tempo che la Calvi gioca oggi non è il secondo tempo di una squadra che possa valere una classifica tanto asfittica. Personalità, trame, distanze esatte. Ed un centravanti (Magrassi, arrivato il mese scorso) che è ‘na roba seria: fisico, tecnica, lentezza solo apparente, capacità di far salire e giocare tutta la squadra. Ora voltiamo pagina in fretta. C’è un torneo di vertice che vogliamo continuare a vivere da protagonisti. Non va sprecato il nostro magnifico girone d’andata. Già domenica ad Arzignano dobbiamo metterlo in chiaro.

Mister Bianchini schiera Bedin davanti alla difesa. La squadra è di fatto quella del secondo tempo di Valdagno. Cossalter alto a destra, Madiotto alto a sinistra, Rondon finto centravanti. Peotta e Trento mezzali, linea a quattro dietro con Dal Monte preferito a Solagna. La Calvi risponde col più classico dei 4-4-2, Magrassi è supportato dalla vivacità di Fantinato, Gusella e Rigato riversano sugli esterni il loro dinamismo. L’avvio è tutto verdegranata. Due giri di lancetta, punizione tipica di Rondon dai 25 metri, destro a giro che si perde appena alto sul primo incrocio. Passa un minuto, Trento apre su Dall’Ara (avvio da padrone, il suo, sull’out di destra), che chiede ed ottiene il triangolo da Cossalter, fuga fin sul fondo, cross dentro spazzato in trance. Replicano i veneziani: Fantinato vede Rigato appena dentro l’area, destro secco che Scaranto respinge, prova Bandiera di prima intenzione, alto. E’ solo una fiammata, la partita la facciamo noi. All’11’ punizione laterale: Rondon taglia un traversone ampio sul secondo palo, Dall’Ara si avvita per poter incrociare di testa, la palla gli esce di mezzo metro, grande chance. Baricentro alto, continuiamo a premere. Madiotto imbuca sulla corsa di Salvadori che dal fondo la rimette bassa nel cuore dell’area, sopraggiunge Peotta che impatta senz’essere pressato: conclusione troppo molle, Fortin la fa sua senza ansie. Era il 21′, e l’occasione enorme. Magrassi ci prova da fuori e manca di molto il bersaglio, poi Rondon vede con la coda dell’occhio che davanti a Cossalter si apre una prateria: lo lancia, il nino de oro si fionda sui 50 metri, spara su Pilotto una gragnuola di finte, guadagna il fondo e ritocca dietro per Rondon a rimorchio, cross di prima, deviazione in corner. Grande azione, siamo al 29′. Da qui, però, abbassiamo l’intensità. Alla mezz’ora, mister Soncin inverte le fasce a Rigato e Gusella, il Noale ritrova campo e respira, il match si riequilibra. Ma il veleno è nella coda: mancano circa 30 secondi al riposo quando lo stesso Gusella si incunea da destra, converge, non trova pressione e conclude col sinistro dal limite, tiro senza troppe pretese che però trova una zolla giusto davanti alla mano di Scaranto , si alza ed entra in rete. 0-1, una beffa è dir poco.

Alla ripresa, nessun cambio. S’abbassano sole e temperatura. Rondon la mette in area dalla sinistra, Fortin fa due passi in avanti e smanaccia via un attimo prima che arrivi Cossalter per la zampata. E’ proprio Alex a lasciare il posto all’omonimo Boschet. Siamo sotto ritmo, però. Gran collo destro di Ndoj dai 20 metri, Scaranto devia con un gran colpo di reni. Dagli sviluppi del corner, rasoterra di Taddia che il nostro estremo abbranca facile. Ribaltamento, palla dentro per Peotta, conclusione pronta, Fortin dice no. Entra Podvorica non al meglio, gli fa spazio proprio Peotta. Ora è chiaramente 4-2-3-1, e spesso Rondon fa proprio coppia con Madiotto. Ma non riusciamo a costruire, non troviamo i giri giusti, le seconde palle son quasi tutte appannaggio della Calvi. Al 68′ Podvorica si fa comunque luce sulla destra, doppia finta, il destro esce sul primo palo. Un minuto dopo, la perla di Fiorica, che prende palla largo a sinistra, rientra al primo uomo portandosela sul destro e scarica un collo pieno dai 22-23 metri che s’infila quasi all’incrocio senza consentir replica a Scaranto: 0-2. Altre due opportunità per i veneziani, ma di fatto la partita è chiusa. Percussione di Bedin, piattone in rete di Madiotto, il guardalinee sbandiera l’off-side. E’ andata. Adesso subito su la testa!

VOCI DAGLI SPOGLIATOI

Sarà la soddisfazione, ma mister Soncin si fionda in sala Ocri. Che bel giocatore quel Magrassi, da dove l’avete preso? “Eh sì… Lui l’anno scorso era a Mestre, prima settore giovanile del Venezia, esperienze a Brescia, nella Sampdoria, nella B portoghese… No no, giocatore importante, di categoria superiore. Diciamo che è tornato a casa, dopo la parentesi all’Ostia Mare. Completo, bel fisico, agile. Prenderlo per noi è stata una manna…” Come è stata una manna quel gol a fine-primo tempo… “La svolta, quella, per me. Nel primo tempo l’Union l’abbiamo sofferta, quel colpo di testa di Dall’Ara in particolare ci ha messo i brividi, poi lì la sorte ci ha dato una mano. Nella ripresa, invece, abbiamo disputato un’ottima gara, avevamo anche più spazi, certo, ma la squadra che avevamo di fronte era forte davvero, qualità, corsa: mi ha fatto sinceramente una grossa impressione”.
Arriva Matteo Bedin, che sarà franco come suo costume. Bene la prima mezz’ora, gol beffardo, poi loro la legittimano nella ripresa. “Partita non facile da leggere. Primo tempo creiamo creiamo creiamo, 7-8 palloni dentro l’area solo da spingere in porta, ma non riusciamo a concretizzare. Poi nel calcio ci sta che prendi anche un gol così, Christian ce l’aveva praticamente in mano, ha preso una buca, boh, ed è entrata. Ma ci sta, ripeto. Secondo tempo, invece, molto male. Non da noi, sicuramente. Eravamo convinti che, continuando a giocare come nel primo, la partita l’avremmo ripresa, invece l’abbiamo giocata peggio, molto peggio, e dobbiamo soltanto fare il mea culpa. Martedì ci guarderemo in faccia, e ci diremo che tipo di campionato vogliamo fare. Ne arriveranno tante di squadre così, che lotteranno, che avranno bisogno di punti-salvezza. Mentalmente non possiamo permetterci di staccare nemmeno un solo minuto, se abbiamo determinate ambizioni”. Non è che ci manchi, in partite come queste, un giocatore di peso da metter dentro in mezzo all’area, che tenga su la squadra, che ci dia fisicità? “Non c’entra niente. Non si può leggerla così. Siamo questi, ed eravamo questi anche quando abbiam fatto 30 punti… La verità pura e semplice è che oggi abbiamo staccato la spina a 45′ dalla fine. Non si fa così”.
Tocca a Marco Guzzo, che tanto diversamente non la interpreta. Un fatto prevalentemente psicologico, o no? “Il rammarico è solo ed esclusivamente il secondo tempo, giocato discretamente, che non è male e non è bene, è insipido, ecco. Avevamo 50 minuti per tirar in piedi la partita ed abbiamo fatto la metà di quello che potevamo fare. Questa, con la nostra qualità, e senza toglier nulla a loro, è una partita che si deve vincere, anche se si va sotto”. Cosa dobbiamo aspettarci dal girone di ritorno? “Sappiamo che sarà un altro campionato, in un certo senso. Ma ti dico che questa squadra non avrà cali di tensione, perchè andiamo sempre forte e non siamo presuntuosi. Oggi credo sia successo qualcosa di fisiologico, niente di più, e qualcosa che in fondo non ha nemmeno troppe spiegazioni, visto come l’avevamo preparata in queste tre settimane. Speri sempre che non arrivino, ma non sono altro che incidenti di percorso”.
Adriatik Podvorica ha proprio lo sguardo dispiaciuto, il tono di voce abbattuto. Oggi rientravi dopo le tre giornate di squalifica, ma come stavi, a livello fisico? “L’adduttore, in settimana. Ho male ancora, oggi correvo un po’ a fatica, però… Avevo tanta tanta voglia di giocare, volevo far vedere che comunque su di me potevano contare. Va be’ dai, oggi è andata così. Un gol del genere lo prendi una volta su mille, però… che vuoi farci”. Nella ripresa li mettiamo troppo poco in difficoltà… “I giocatori per farlo li abbiamo… Forse è mancata un po’ di fiducia in noi stessi, oggi ci serviva questo. Ma adesso avanti, piedi per terra e di nuovo a lavorare!”
Lasciamo la chiusura a Giuseppe Bianchini. Mister, quel gol subìto dopo un buon primo tempo è parso quasi spegnerci… “Sì, il primo tempo dovevamo chiuderlo in vantaggio. Creato tanto, subìto praticamente niente. Abbiamo preso quel gol davvero nel peggior momento possibile. Rientri negli spogliatoi un po’ nervoso, perdi un po’ di fiducia. E poi vero, la ripresa doveva essere interpretata in un’altra maniera, ma che vuoi che ti dica… Accettiamo il verdetto del campo e ci rimettiamo a lavorare. E’ stata una partita così. Che però ci deve dare degli insegnamenti, perchè l’abbiamo sempre detto, questo campionato è duro, è stata dura col Calvi, sarà dura domenica con l’Arzignano… Nessun allarmismo, ma intelligenza nel capire dove dobbiamo migliorare e lavorarci sopra. Ci sono sconfitte che possono far bene, se le sai prendere nella maniera giusta, se impari che non c’è avversario facile, che non ti puoi permettere di non dare il cento per cento, ogni volta. Da questo punto di vista, oggi potrà essere importante. Magari la pareggiavi, dentro di te ti dicevi “vedi che alla fine di riffa o di raffa le partite le tiro su…”, invece non è così, i punti te li devi conquistare, tutti”.

Alessandro Cossalter, collaboratore Union Feltre

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