Union Feltre, i Giovanissimi sperimentali sono campioni con una giornata d’anticipo

Cinque reti al Rosà con Vieceli mattatore, ottava vittoria in fila, trionfo in campionato aritmetico con una giornata d’anticipo: evviva! Il Giorgione, degnissimo avversario, non ha retto alla lunga volata dei nostri 2003, guidati con passione e sagacia da Sandro Andreolla. A Castelfranco han ceduto a primavera, e noi ci siamo presi un titolo che per qualità di gioco e saldezza d’impianto non fa la minima piega. Bravi ragazzi, grande stagione!

A caldo, scambiamo due battute al telefono con l’artefice principe, Sandro Andreolla. Non sento bene, Sandro, c’è tutta un’eco, un rimbombo… “I ragazzi hanno portato le casse, son qua che ballano in spogliatoio… Festa!” (Forse si chiude una porta, forse la rumba tira un attimo il fiato, fatto sta che si può parlare). Cinque, sei minuti iniziali nei quali sembravate bloccati dalla tensione, poi avete iniziato a suonare la vostra musica, a proposito di danze… “Vero, me l’hanno confidato i ragazzi: sentivano l’emozione, oggi poteva e doveva essere il giorno decisivo. Ma è durata poco, dai”.

Una cosa mi ha colpito: il modo in cui uscivate dal vostro terzo difensivo, recuperata palla in area o appena fuori… quella serenità, quella chiarezza d’idee nel cambiar versante, dentro e poi larga, oppure larga e poi dentro e poi profondità… “Mi fa piacere che lo sottolinei, i primi cinque/sei mesi abbiamo lavorato tantissimo su questo, situazioni standard cui ho voluto abituare la mia linea difensiva ed i mediani, così da poterle gestire con fluidità, con riferimenti precisi. Sono contento che aspetti come questo emergano sul campo”. Da quanti mesi lavori con questo gruppo, nove? “Dal 2 agosto”. Ecco, qual è la cosa che gli vedi fare -tu lì in panchina, loro in campo- e che davvero ti riempie di soddisfazione? “Te la dico in sintesi: che li vedo difendersi attaccando. Che andiamo a prendere gli avversari fino al limite dell’area piccola, a volte. Questa”. E sotto l’aspetto umano, comportamentale? “Oggi mi diceva un maturo signore che poter lavorare con ragazzi come questi è trovare un terreno fertile, e non posso che concordare. Poi anche noi proviamo a metterci del nostro. Sarà forse una piccolezza, ma vedere che a fine allenamento lasciano lo spogliatoio portandosi via ciabatte e tutto, stando attenti a non sporcare, tenendo in considerazione il lavoro che altri hanno fatto o che dovranno fare… ecco, questi sono comportamenti che mi rendono orgoglioso”.

Sandro, complimenti, soprattutto per la qualità del calcio che avete saputo proporre. Domenica a Vidor puoi chiudere dando fondo al turn-over, che tutti si tolgano la soddisfazione di una partita ufficiale… “Il giusto, turn-over. Domenica la voglio portare a casa”.

Alessandro Cossalter, collaboratore Union Feltre

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