Union Feltre, altro ko: l’Arzignano passa al 92′

Terza sconfitta in altrettante gare per l’Union Feltre in questo 2017:  nel recupero contro l’Arzignano, con le polemiche che erano seguite dopo il rinvio, il terzo ko consecutivo arriva oltre il 90′.

Questa l’analisi della gara da parte di Alessandro Cossalter, collaboratore dell’Union Feltre (dalla pagina Facebook della società)

ARZIGNANOCHIAMPO (4-5-1): Kerezovic; Toso, Antinori, Vanzo, Bertoldi; Roveretto, Romio (78′ Tirapelle), Santuari (60′ Tonani), Bortoli, Grbac (69′ Sandrini); Bernasconi. Allenatore P.Beggio.

UNION FELTRE (4-2-3-1): Scaranto; Dall’Ara, Guzzo, Dal Monte, Salvadori; Trento, Peotta; Gjoshi (72′ Parise), Rondon, Cossalter (80′ Luciani); Madiotto. Allenatore G.Bianchini.

ARBITRO: Marco Sicurello di Seregno (MB).

MARCATORI: 93′ Bertoldi.

NOTE: pomeriggio soleggiato, terreno irregolare ed estremamente scivoloso. Spettatori 150 circa. Recupero p.t.1′, s.t.3′. Angoli 6-5 per l’ Arzignanochiampo. Ammoniti Bernasconi e Antinori (AC), Trento e Salvadori (UF).

Era un match cui tenevamo, sia per com’era andata dieci giorni fa (ricorderete tutta la questione nevicata-spalatura-fascia ghiacciata-guardalinee insicuro-rinvio), sia perchè rappresentava un potenziale bonus, un jolly da calare nel minitorneo a tre con Abano e Virtus Vecomp. Si è rivelato ahinoi un match disgraziato, che ci lascia a mani vuote, quando persino un pareggio, considerate le prestazioni delle due squadre, ci avrebbe forse penalizzato. Davvero un 2017 cupo, in questo mese di gennaio. Tre partite, tre sconfitte. C’è tuttavia una prospettiva da cui la tenebra è meno fitta: il quinto posto è ancora nostro, e domenica la quarta e la sesta si scontrano ad Abano. E’ una situazione che possiamo ancora capitalizzare, se sapremo non lasciarci abbattere, e ripartire a petto in fuori.

Bedin bloccato dalla schiena, mister Bianchini rispolvera il 4-2-3-1 portando Gjoshi alto a destra. Guzzo ha recuperato e comanda la difesa. I gialloazzurri di casa rispondono con Bernasconi davanti, Roveretto all’ala destra, Grbac sulla sinistra, in un 4-3-3 che assai spesso si riconfigura in 4-5-1, vista la propensione all’attesa. Il fondo è scivolosissimo, in particolare su quella fascia incriminata (sotto la tribuna), già al centro della querelle del 15 gennaio.

Partiamo a spron battuto: primo minuto, Salvadori affonda a sinistra, tocco per Madiotto, tentativo che Kerezovic intercetta, la sfera giunge dalle parti dell’avanzante Gjoshi che può colpire e far male, ma col sinistro svirgola oltre la traversa: chance colossale. Siamo noi a condurre le danze, ma articolare combinazioni palla a terra è davvero impresa improba: se appena finti nell’uno contro uno, ti trovi per terra (chiedere a Cossalter, che oggi pareva ispirato). Gli animi si accendono, ammoniti prima Trento e poi Bernasconi per interventi piuttosto ruvidi. Verso la mezz’ora, è proprio Cossalter a bruciare Antinori sui 35 metri: fallo evidente del centrale vicentino che lo atterra e becca il giallo. Sulla punizione calciata da Rondon, Peotta s’infila nella retroguardia di casa ma impatta debole, Kerezovic la fa sua. L’Arzignano soffre la nostra iniziativa: Rondon innesca Madiotto, collo destro senza pensarci, ancora Kerezovic blocca centrale. Madiotto inventa sulla sinistra tre/quattro giocate deliziose, in assistenza ai compagni o in dribbling personale: doppiamente mirabile, se è vero com’è vero che quella è la zona di campo in cui l’equilibrio è più precario. Si chiude il primo tempo con un’incomprensione tra Guzzo e Dal Monte che dà via libera a Bernasconi: tiro però debole, Scaranto ringrazia.

I dieci minuti con cui si apre la ripresa sono di fatto gli unici in cui l’Arzignano esercita un qualche predominio, avvalendosi dell’intesa fluida tra Grbac, Bertoldi e Bortoli. Quattro corner praticamente consecutivi, ma occasioni reali zero. Non così noi: è il 63′ quando Alex vince un contrasto, allarga sull’accorrente Peotta che la mette in mezzo, testa di falco-Madiotto e gol! Ma il guardalinee ha la bandierina alzata: off-side. In realtà, rivedendo velocemente l’azione ripresa dal collega Da Poian, è abbastanza netta la sensazione che il nostro 10 sia tenuto in gioco dal centrale difensivo che tenta di chiudere sul traversone del ninja. Chi ha buona memoria ricorderà quanto accadde nel derby di Belluno della stagione scorsa: Madiotto pareva tenuto in gioco non da un avversario che lo controllasse da vicino, ma da uno posizionato sull’altro palo. Comunque sia, è ancora 0-0. Passa un minuto, Salvadori affonda e scarica a Rondon che dal limite e di prima intenzione costringe Kerezovic alla respinta.

Sostituzioni di qua e di là, siamo sempre noi a crederci di più, una punizione tesa di Rondon chiama Kerezovic all’uscita alta in tuffo. Dagli sviluppi di un corner, Scaranto si supera: spizzata gialloceleste, conclusione ravvicinata di Bortoli, Christian vola sulla propria sinistra a dire di no. La partita pare avviata a chiudersi senza vincitori né vinti, ma il veleno è nella coda: ingenuità di Parise che commette un fallo, seppur lieve, a un paio di metri dalla bandierina. Punizione tesa in mezzo all’area, ci perdiamo la marcatura e Bertoldi schiaccia di testa in rete da non più di sei metri, indisturbato. Non c’è di fatto più tempo. Altra sconfitta che brucia, che non avremmo meritato. Rialziamoci in fretta!

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