Seconda R by Mapo, la presentazione della sedicesima giornata

L’adornarsi di nuovo di vessilli e armi dopo la pausa è di per sé uno di quei momenti canonizzanti, mistici. La pausa ha il potere di accumulare: propositi, impegno, volontà, consapevolezze; ma anche timori, sconcerto, rabbia. Tornare a calpestare il rettangolo con il fiato dell’ufficialità a fare da cappello è il momento della liberazione delle emozioni. L’ultimo atto del 2016, in Seconda R, aveva lasciato eredità pesanti, scaturite da scontri totali e graffianti. Si ricomincia da lì, per le quindici partite che tutto diranno e nulla lasceranno incompiuto.
Il capitolo riprende dalla caduta enfatizzante e enfatizzabile del Limana di Tano De Battista. A Sarmede si è compiuto l’atto di sceneggiatura da Oscar. Il campionato si riapre proprio nel momento più sensibile. 3-1 per i rossoblu di Bolzan, Limana fermo a 35 e incalzato da Itlas Santa Giustina Serravalle e Alpago. I trevigiani pungono ancora il Castion (2-1) lasciando i biancoverdi al penultimo posto con soli 10 punti e issandosi a sole tre lunghezze dal primato dei gialloblu. I gialloverdi di Pradel invece mettono in piedi il secondo epicentro di forze di quell’ultima domenica di calcio del 2016. L’Alpago espugna in modo netto il fortino del San Michele Salsa superandolo al terzo posto e chiudendo l’andata alla fatidica quota 30 punti che tiene pienamente in corsa addirittura per la corsa al vertice. Che non sia il vero obiettivo degli alpagoti è un dato di fatto, però a questo punto sarebbe sorprendente non pensarci. Quel che più conta è la sicurezza con la quale una truppa così giovane è andata a prendersi un 1-4 su un campo dove nessuno era riuscito a passare, generando un forte segnale da lanciare a tutti. Rimane un punto attardato un San Michele che comunque è riuscito a stupire tutti, ora da verificare quanto quell’ultimo risultato sia veritiero sulle reali ambizioni di un team che rimane neopromosso e ha le carte per giocarsi l’accesso ai play-off. Zona play-off chiusa dal Fiori Barp, che però delude nel derbissimo interno con la Sospirolese. Distacco invariato sul sesto posto, ovvero quattro punti, ma lo spettacolo non ha trovato spazio a Mas di Sedico. Chiude a 27 l’andata la truppa arancione di Sacchet, con alle porte un ritorno che testimonierà sulle reali forze che questa squadra potrà mettere in campo per gli obiettivi di alta classifica che naturalmente competono. Rimane a 23 la Sospirolese di Redi, chiudendo con il segno positivo la prima tornata dal ritorno in Seconda. Stesso punteggio per un’Agordina che proprio nelle ultime settimane trova il guizzo per mettersi alla quota minima per guardare ai play-off. Con quel potenziale e quell’unità gli uomini di Curti possono pensare ad una rimonta. Il 1-5 sfoderato sul campo del fanalino Sois è stato il miglior modo per chiudere l’anno. Il Sarmede che ha firmato l’impresa sul Limana chiude a 22, esattamente come dodici mesi fa.
Nella gara della terra di mezzo è un finale drammatico che premia la Fulgor Farra sul 1919 Cadore. Pareggio cadorino al 90’, vittoria alpagota in pieno recupero con Dazzi. Punti 20 per la squadra di Paulon che dopo un periodo terribile, che lasciava presagi di profonda negatività, chiude in rialzo potendo guardare con serenità al ritorno. Cinque punti di vantaggio sul quintultimo posto non sono tanti certo, però la strada ora sembra meno pericolante. Non di certo lo stesso per il Cadore che termina nel peggiore dei modi un’andata che è ha screditato tutte le attese. Con tanti punti interrogativi la compagine di Ben imbocca il tunnel a soli due punti di margine sui play-out e un’etichetta tutta da riscattare. Sotto è determinante la vittoria del Tarzo Revine Lago sull’Alpina che permette ai trevigiani di Titton di accorciare proprio sui gialloblu che ad oggi sarebbero l’ultima squadra a salvarsi senza play-out. Ora solo un punto divide le due, per un ritorno che si preannuncia all’insegna di una cruda battaglia in queste zone di graduatoria. Perché sotto pareggiano 2-2 il derby Coi de Pera e Ponte nelle Alpi, restando nella pancia della zona play-out con 12 punti e tanto gap da colmare per pensare di provare ad evitare i play-out. A chiudere il Castion dalle quattro sconfitte consecutive con 10 punti, e il Sois con 6 e nessuna vittoria all’attivo in 15 turni. A loro le imprese più toste di questo 2017 di Seconda R.

LA CLASSIFICA MARCATORI DELLA SECONDA R DOPO 15 GIORNATE
12 RETI: Miki Sansoni (San Michele), Douda N’diaye (Limana);
11 reti: Federico Fossen (Agordina), Daniele Ostet (Itlas);
10 reti: Flavio De Lazzer (Agordina), Momo (Fiori Barp), Nadir El Mahdi (Itlas);
9 reti: Loris Bortot (Coi de Pera), Babacar Mbaye (Tarzo Revine Lago);
8 reti: Luca Brancaleone (Limana), Daniele Del Puppo (San Michele Salsa), Alessandro Barro (Sarmede);
7 reti: Enrico Farenzena (Agordina), Alessio Barattin, Alessandro Lavina (Alpago), Ivan Pisacane (Alpina), Daniele Viel (Ponte nelle Alpi);
6 reti: Nicola Bozzolla (Fiori Barp), Cristian Bacchetti (Tarzo Revine Lago);
5 reti: Damiano Dall’ò (Alpago), Domenico Lombardi, Nenad Markovic (Alpina), Andrea Da Grava (Fulgor Farra), Daniele Vedana (Limana), Derrik Cesca (Tarzo Revine Lago), Igor De Mattia, Mohamed Romdhani (1919 Cadore);
4 reti: Alessio Buzzatti (Fiori Barp), Salvatore Vienna (Itlas), Simone De Fina (Limana), Luca Reolon, Mattia Mambretti (Ponte nelle Alpi), Enrico De Luca (Sarmede), Silvio Chiot (Sois), Ivan Longo, Roberto Salomè (Sospirolese), Lorenzo Cavalet (1919 Cadore);
3 reti: Ruben Dal Don (Agordina), Simone Pellegrinotti (Alpago), Andrea Soldano (Castion), Daniele Chiri (Coi de Pera), Mustapha Abubakar, Joel Frescura (Fiori Barp), Roberto Alpago (Fulgor Farra), Marco De Coppi (Itlas), Davide Capraro, (Ponte nelle Alpi), Andrea Da Corte (1919 Cadore);
2 reti: Omar Da Boit, Albert Palushi (Alpina), Alessandro Piol, Nicola Bogarelli, Alessandro Soldano (Castion), Rudy Costa, Fabio Uliana, Marco Valent, Andrea De Salvador, Bravim Morgan (Coi de Pera), Assan Ahmad Saine, Andrea Vedana (Fiori Barp), Alex Bortoluzzi, Aldo Della Giustina (Fulgor Farra), Paolo Zanette (Itlas), Ugo De Toffoli (Limana), Tobia Battaiola (Ponte nelle Alpi), Massimo Moras, Alessandro Dei Negri, Alessio Tonon (San Michele Salsa), Lorenzo Leiballi, Omar Gava, Federico De Pin (Sarmede), William Wiesner, Michele Bettio, Denis D’ambros (Sois), Claudio Pilotti, Loris Danza, Federico Vanz, Italo Bressan (Sospirolese), Amadou Pam, Michael Tarzariol (Tarzo Revine Lago), Yassine El Mezouari, Marco Frescura (1919 Cadore);
1 rete: Alessandro Da Roit, Roberto Agnolet, Nicola Costa (Agordina), Luca De Piccoli, Gaetano Dal Paos, Massimiliano Sperti, Alex Fullin, Davide Fagherazzi, Matteo Pianca, Sebastiano Saviane, Goran Barattin (Alpago), Antonio Coran, Mauro Collazuol, Davide De Toffoli (Alpina), Alessandro Ben, Alan De Col, Nicola Da Canal, Thomas Vannini (Castion), Gianluca Tres, Simone Adreetta, Davide Doro, Luca Leggieri, Michele Ortolan (Sarmede), Matteo Pierobon (Coi de Pera), Andrea Tancon, Christian Da Rold, Marco Fratta (Fiori Barp), Massimiliano D’alpaos, Manuel Zoldan, Michele Cibien, Davide De Col, Stefano Mognol, Federico Costa, Alberto Dazzi (Fulgor Farra), Umberto Barzotto, Igor Pessotto (Itlas), Maurizio Triches, Giulio Da Gioz (Limana), Tiziano Santin (San Michele Salsa), Giacomo Da Gioz, Fabio Bettio (Sois), Christian Cassol (Sospirolese), Abdelmouin Draij, Davide Manzoni (Tarzo Revine Lago), Yuri Iannaccone, Giancarlo Passuello (1919 Cadore).

La sedicesima giornata

La ripresa densa di significati, comunque scevra di scontri diretti reali, appiccicosi. Però colorita e senza dubbio risulterà coerente con ciò che seguirà. Di certo il meglio si avrà al Bortolo Canevini di Farra d’Alpago dove è attesa la capolista da cui tutti attendono tutte le risposte del caso. Itlas apre ospitando il Ponte nelle Alpi, l’Alpago a Revine Lago dove non si faranno prigionieri. San Michele con la Sospirolese in un altro incrocio che molto dirà, Fiori Barp con l’Alpina mentre l’Agordina vuole accorciare andando all’Orzes con il Coi. Ricca di tensione sarà Castion-Cadore mentre tenterà la risalita anche il Sarmede ospitando il Sois.

Fulgor Farra (20) – Limana (35). Andata 0-4. Un girone fa fu a senso unico, con l’immediato faccia a faccia di De Battista con il suo passato. Era il Limana che da subito faceva capire quale sarebbero state le richieste per tutte le altre se davvero doveva esistere qualche rivale. Per quasi tutta l’andata di rivali non ce ne sono state, poi nel finale quell’unico punticino preso in due gare ha aperto nuovi scenari, e soprattutto qualche umana crepa in un assetto che sembrava davvero imperforabile ai limiti dell’invincibilità. L’alone a Sarmede è stato maledettamente rimosso da un quarto d’ora finale dove la capolista ha incocciato con il suo lato più umano e ha permesso nella praticità a Itlas e Alpago di accorciare. Dunque una sosta con un sorriso forse meno totale di quello che sembrava essere fino a fine novembre, e la consapevolezza di dover quasi replicare la comunque mostruosa prima metà di campionato per poter centrare il titolo e l’accesso diretto in Prima Categoria. Il primo test è una vera prova: morale a livello personale, e di solidità tattica contro una Fulgor che ha lasciato il 2016 da squadra ritrovata. Capace di nuovo di remare nella stessa direzione, di stabilire compattezza e unità di intenti dentro il campo. Magari non con il livello tecnico e agonistico della passata stagione, ma comunque un collettivo capace di dire la propria contro chiunque. Il successo sul Cadore è stata la ciliegina, la grande molla emozionale. Adesso il vortice, con le armi per affrontarlo. Bel pomeriggio al Bortolo Canevini. Pronostico: X.

Itlas Santa Giustina Serravalle (32) – Ponte nelle Alpi (12). Andata: 2-1. L’inizio del ritorno è molte volte veggente di tante tematiche. L’Itlas cerca di trascinarsi dietro quanto di buono seminato nel 2016, per far risultare questa stagione tra le più incisive nella storia del club. La promozione è un ricordo vecchio solo tre anni, ma in mezzo è successo talmente tanto che la volontà di stabilire nuove emozioni positive è spiccante. I 32 punti dicono a gran voce che questa squadra è pienamente in lotta per il primato, ora distante solo tre punti. Ma non sono solo i punti a mettere l’Itlas lassù, è la chiarezza del cammino, delle scelte fatte e la sagacia nel rispettarle ad emanare luce. Nei mesi della verità tutto uscirà, ma mister Da Frè e i suoi uomini hanno lo spessore per rispondere presente. Si comincia in casa contro una delle più problematiche questioni di questo campionato. Il Ponte nelle Alpi che dopo il ripescaggio riprende da un tormentatissimo girone di andata, fatto di soli 12 punti, di tante insicurezze e di un avvicendamento in panchina che ha riportato a squilli di tromba Charlie Pierobon all’Umberto Orzes. I punti totalizzati, anche dopo l’arrivo dell’esperto e vincente coach, sono pochissimi. Solo due pari con il nuovo mister. Da verificare ora se la sosta e il lavoro hanno prodotto risultati pratici. Certo che la prima trasferta è quasi il peggio che si poteva augurarsi. La salvezza diretta è cinque punti sopra, non pochi. Pronostico: 1.

Tarzo Revine Lago (15) – Alpago (30). Andata: 0-2. Costruttivo e particolarmente esemplare il cammino dell’Alpago. Perché si voleva ripartire dopo una retrocessione facendo maturare i giovani. Poi la qualità è tanta e l’inizio di campionato l’ha mostrata tutta, quasi troppa. Perchè di non solo tecnica vive il calcio, ma anche e soprattutto di qualità mentali che vanno costruite e rafforzate con il tempo e con il lavoro. Ed ecco che arrivò il calo, gestito però con lungimiranza da mister Pradel. La costruzione di qualcosa è sempre stata l’approdo e il reale obiettivo. La pazienza ha portato al superamento del periodo negativo, e il finale di andata ha ripresentato un Alpago ugualmente tecnico e frizzante, ma probabilmente più maturo e coeso dell’inizio. La vittoria finale di Vittorio Veneto sul San Michele è il manifesto per quello che ci dobbiamo aspettare da questa squadra. La quota raggiunta obbliga a guardare altissimo, fin lassù, perché è gusto che così sia. Senza però soffermarsi su eventuali cadute estemporanee. La ripartenza da Revine lago è giù una bella palude. Il Tarzo è maestro di rimonte nel girone di ritorno, e un ambiente abituato a convivere con un classifica traballante gioca a favore dei trevigiani nella corsa alla salvezza. Titton e i suoi uomini sanno quanto saranno determinanti le gare interne, e partire da subito con il piede giusto può dare quell’entusiasmo che serve. I suoli due punti da recuperare sull’Alpina undicesima e appena battuta, caricano l’ambiente. Sarà partita vera. Pronostico: X.

San Michele Salsa (29) – Sospirolese (23). Andata: 1-2. Le più belle neopromosse del regno. San Michele super nel girone di andata, talmente eccezionale da spingersi a tenere vivo ogni tipo di sogno. Il pareggio di Limana alla penultima è stata una bella dichiarazione, che però è stata naturalmente ridimensionata dalla batosta interna con l’Alpago. I 29 punti però sono tanta roba. Mister Del Puppo però è ambizioso, e per mantenere una marcia utile per sognare i play-off bisogna immediatamente ristabilire le distanze nelle gare interne. Nel suo fortino i trevigiani sono stati impeccabili fino proprio all’ultima, e l’andamento preciso deve esser immediatamente rievocato. Contro la Sospirolese, con la quale il San Michele perse al suo esordio. Voglia di rivincita su i biancocelesti che furono perfetti fino ad un certo momento, poi la crisi. Tre punti nelle ultime sei: tre pari giunte nelle ultime tre compreso il derby al Giovanni XXIII che comunque è stato ben interpretato dalla truppa di Redi. La ripresa è determinante, perché si, i play-off sono solo quattro punti sopra, però appaiono una preda al momento fuori portata soprattutto per la difficoltà che questa squadra presenta a creare occasioni da gol. Conta la salvezza in primis e va centrata presto. La qualità per farcela ci sono tutte, così come un vero grande gruppo. La prima battaglia sarà subito vibrante. Pronostico: X.

Fiori Barp Mas (27) – Alpina (16). Andata: 0-3. Quanto distante è la gara di andata!? Quel 3-0 che stupì tutti quanti, perché già allora tante erano le attese sul Fiori Barp e tanti i dubbi sull’Alpina. A distanza di un girone, con gradazioni differenti e interpretabili, quanto ci si aspettava è confermato. Fiori Barp tra le prime cinque, con in bocca quel sapore che accontenta ma lascia l’acquolina perché qualcosina in più poteva essere e di conseguenza qualcosina in più può diventare. Affinché lo diventi va assolutamente battuto l’Alpina e scacciati i fantasmi della discontinuità e della sensazione che manchi quel centesimo per fare la Lira fatta e finita, quella pregiata e di livello. Al Giovanni XXIII troppo è già stato sciupato per transigere ancora. I play-off ci stanno in pieno e vanno presi, anche solo in vista di una crescita dell’ambiente tutto. L’Alpina va salvata, e alcuni innesti, tra l’altro indispensabili a livello numerico, lasciano pensare che la società non vuole lasciarsi andare. A mister Da Rold il compito di dare le motivazioni necessarie per rimanere sul pezzo. L’ultima sconfitta a Revine Lago è una brutta ferita da ricucire, e il margine è di fato nullo. L’esperienza gioca a favore dei gialloblu, ma attenzione. A Mas si va per incanalare energie positive, nonostante l’ardua impresa. Pronostico: 1.

Coi de Pera (12) – Agordina (23). Andata: 0-2. Inizio non buono, ripresa, nuove sbandate e guizzo finale: sono gli highlights dell’andata agordina. Troppo poco per la classifica che comunque tiene vive le speranze, comunque notevole per costanza e impegno nel risolvere ciò che non andava. Il lavoro di Curti paga ancora, e la voglia di incantare tutti adesso esiste. Il grande ballo adesso inizia e ci sono i mezzi per poter impattare con le richieste. Serve un girone di ritorno da big, che sfiori o tocchi i 30 punti: difficile davvero, va mantenuta maggiormente imbattuta la porta di Sommavilla o del giovane Palla, ma il sano feeling nel gruppo può aiutare. Così come è già stato e rimarrà decisivo il potenziale stratosferico dell’attacco. Flavio De Lazzer, Federico Fossen e Enrico Farenzena ne hanno messi in fondo al sacco 28 in tre e nessuno è come loro a questo livello. Il Coi è avvisato e consapevole che per contrastare un ‘onda d’urto del genere serve la perfezione. Il cambio di mister qui è servito, con un rendimento che ha allontanato di sei lunghezze l’ultimo posto. Però la salvezza rimane una montagna da scalare. I pontalpini sono comunque presenti mentalmente, ora la ripresa dalla sosta può essere traumatica visto il calendario nelle prime due gare. Pronostico: 2.

Calcio Sarmede (22) – Sois (6). Andata: 2-1. Alla fine il Sarmede ha chiuso a 22, come un anno fa e lo ha fatto attraverso l’impresa più ardua e appariscente. L’imposizione sul Limana rimarrà negli archivi di questo campionato, perché attraverso la caduta della capolista in via Fracas la lotta al vertice torna ad avere un perché. Lotta al vertice che non riguarda il Sarmede, che la stagione passata non affrontò i play-off nonostante il terzo posto sancito con un girone di ritorno da 33 punti. Difficile ripetersi, perché il campionato è differenze e la rosa ha valori saldi ed evidenti, ma difficilmente tecnici abbastanza per pensare una nuova grande cavalcata. Mai sottovalutare però questa società e questo ambiente, davvero in grado di gestire alla perfezione la categoria, e a volte di sorprenderla. Partire in casa con il fanalino di coda può dare una chance per mantenere le ali spiegate e mettere in cascina altri tre punti. Alla portata dei rossoblu, ma da prendere con le pinze. La legge dei grandi numeri dice che il Sois prima o poi vincerà il suo primo incontro di campionato. Anche perché il gruppo lo merita, al di là di come questa stagione finirà. Si è messa veramente male per gli uomini di Marsango, che non devono commettere l’errore di disunirsi. Le forze attraggono alla dispersione, ma il tutto deve rimanere chiuso con il lucchetto. Penultimo posto distante 4 punti, ma il Castion c’entra poco con questo genere di graduatoria e quindi ci si può aspettare una risalita. È su Coi e Ponte che il Sois deve fare la corsa per tentare di evitare la retrocessione diretta. Pronostico: 1.

Castion (10) – 1919 Cadore (17). Andata: 2-2. Pressione sul collo per Castion e Cadore alla vigilia di una collisione che può voler dire tantissimo per il proseguo e per gli obiettivi. Per entrambe ora la priorità si chiama salvezza, massimo obiettivo a questo punto per il Castion, piombato davvero in basso. Forse minimo per il Cadore che però deve stare davvero attentissimo. Gli equilibri sono minimi ed instabili, e basta davvero poco per ritrovarsi con l’acqua alla gola più che mai. Fare punti qui è determinante fino in fondo, probabilmente decisivo. Perché potrebbe lanciare i biancoverdi dopo quattro sconfitte in fila, giunte dopo aver cambiato guida tecnica, ma potrebbe anche dare serenità all’ambiente dentro lo spogliatoio di Enrico Ben. Nonostante i sette punti di differenza, il girone d’andata è da buttare per entrambe. Va riscattato nella sua totalità. Sbagliare si paga caro, e le squadre lo sanno. Il catino del Savaris, abbinato al teso contesto, non lascia spazio allo spettacolo del bel calcio. Qui si gioca per sfangarla e ci sta. Mario Liguori, che deve trovare il modo di dare la svolta al suo Castion, è un ex e contro il Cadore non ha mai perso dopo il suo addio. Partita tranello, caldissima. Pronostico: X.

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