L’Union Feltre torna alla vittoria battendo il Cordenons, la cronaca

SERIE D, GIRONE C, 28^ GIORNATA,
UNION FELTRE-CORDENONS 1-0

UNION FELTRE (4-4-2): Scaranto; Gjoshi, Dall’Ara, Guzzo (31′ Podvorica), Dal Monte; Cossalter, Trento, Peotta, Salvadori; Madiotto, Rondon (87′ Bedin). Allenatore G.Bianchini.
CORDENONS (4-1-4-1): Rigo; Tacoli, Giacomazzi (31′ Boskovic, 73′ Baggio), Pramparo, Guizzo; Mattielig; Zottino (61′ Craviari), Sutto, Baruzzini, Pederiva; Maccan. Allenatore G.Leonarduzzi.
ARBITRO: Braghini di Bolzano.
MARCATORI: 63′ Madiotto (rig.).
NOTE: pomeriggio nuvoloso, terreno in buone condizioni, spettatori 400 circa. Recupero p.t.2′, s.t.4′. Angoli 9-4 per l’Union Feltre. Ammoniti Dal Monte (UF), Giacomazzi, Mattielig, Tacoli e Craviari (CO). Espulso al 78′ Dal Monte per doppio giallo.

Un risultato c’era, quel risultato è arrivato. Vittoria! Splendida e preziosa: la linea play-out s’abbassa, le squadre alle nostre spalle aumentano e finiscono nel torrido della bagarre. Prepariamo la trasferta di Campodarsego respirando ossigeno e ritrovata fiducia.

S’alza il vento quando manca un’ora alla partita. Fa volare i fogli delle formazioni, raduna sullo “Zugni Tauro” nuvoloni minacciosi, ispessisce il torvo del cielo. S’annuncia battaglia aspra.

Scaranto torna tra i pali dopo l’indisposizione di Montebelluna, capitàn Salvadori ha scontato la squalifica e parte alto a sinistra, con Dal Monte alle sue spalle. Dall’Ara fiancheggia Guzzo, terzino è Gjoshi. Cossalter esterno alto sulla destra, Rondon a supporto di Madiotto, non di rado addirittura sulla stessa linea. Il Cordenons gioca prudente, è un 4-5-1 con Mattielig che però s’abbassa tantissimo sulla terza linea, e con Maccan che fatalmente si trova isolato tra i nostri centrali, visto che Pederiva a sinistra e Zottino a destra partono molto lontani dalla nostra area.

Maglia nera noi, granata loro: l’arbitro avvalla, seppure le tinte non stacchino con la dovuta nitidezza. Iniziamo propositivi: Rondon stoppa di petto e col sinistro in controbalzo manda Salvadori sul fondo, cross ribattuto. Corner dello stesso Rondon da sinistra, svetta Guzzo sul secondo palo, traversa, la palla batte sulla riga, il Cordenons spazza: subito occasionissima! Al 9′, corner ospite, Maccan manda a vuoto la nostra contraerea e la spizza cercando il palo lungo, fuori di pochissimo. Sarà di fatto l’unica palla-gol friulana nell’intero match. Risponde Madiotto, numero a metacampo, apertura per Cossalter sulla destra, cross radente “come sta”, Madiotto va per chiudere in rete ma è anticipato un attimo prima dell’impatto. 12′, gran filtrante di Peotta sulla corsa di Madiotto che controlla, entra in area e spara col destro: palo esterno, e due!

Mattielig va costantemente al raddoppio su Rondon, e quando Robi sta alto diventa di fatto il terzo centrale di difesa. Questo consente ai nostri terzini, Lillo in particolare, di guadagnare campo: le loro mezzali non possono allargarsi mai a chiuderli, assorbite come sono dal faccia a faccia con Trento e Peotta, le loro ali devono raddoppiare su Salvadori da una parte e Cossalter dall’altra. In sintesi: piantiamo le tende nella metacampo friulana. Al 26′, primo grande strappo del niño, apertura su Madiotto, paso doble, linea di fondo, cross dolce, Rigo smanaccia via. Dal corner, destro potente di Trento appena fuori area, palla non di molto sopra la traversa. Esce la spalla a Guzzo, che si reca immediatamente in ospedale per risistemarla. Gli subentra Podvorica, ma il modulo non cambia: Salvadori scala a terzino, Dal Monte rimpiazza il ministro come centrale, Alex cambia fascia. 36′, apertura panoramica di Rondon sui piedi di Podvorica, controllo e dribbling, chiusura in corner di Guizzo. Un minuto più tardi, si invertono i ruoli: Adriatik per Rondon che ha fatto il movimento verso il fondo, fucilata di prima nel cuore dell’area sul taglio profondo di Madiotto che riesce a deviare in porta, fenomenale il riflesso di Rigo a sventare la zampata che pareva letale. Il direttore di gara consente ai friulani troppi interventi fallosi, senza prendere adeguati provvedimenti disciplinari. I nostri (Peotta, Madiotto, Rondon) glielo fanno notare a più riprese. Intervallo.

Si ricomincia sotto la pioggia, che covava da un pezzo. Non abbiamo perso ritmo né intensità, anzi. Se possibile, il Cordenons s’abbassa ulteriormente, e soprattutto a sinistra muoviamo palla con sapienza: Salvadori, Rondon, Cossalter, Madiotto si cercano e si trovano, giungendo costantemente nei pressi dell’area avversaria. Alex, in particolare, regala quattro/cinque accelerazioni da paura: va proprio a cercarsi l’uomo, a sfidarlo sullo stretto per bruciarlo in campo aperto. Sta da dio, e lo si vede anche da come gestisce il pallone in area o nei dintorni, dalla ritrovata naturalezza nel controllo, dalla facilità con cui la gioca e la rigioca in uno-due. Peotta batte una punizione studiata cercando Madiotto tutto a destra, palla dentro in rapidità, Gjoshi ha tagliato e può finalizzare da 5 metri, ma Rigo è di nuovo superbo nella reattività e gli contra il destro da felino. Al quarto d’ora, Rondon sposta palla in area, Pramparo (pareva lui) gli entra in ritardo e lo mette giù: rigore. Se ne incarica lo stesso Rondon, che forse vede Rigo leggergli l’angolo ed apre troppo il piatto destro, palla fuori di poco, contro il paletto che sostiene la rete.

Sembra una maledizione, torna in mente il confronto d’andata. Ma bastano tre minuti perchè Cossalter faccia saltare il banco: poco oltre la linea di metacampo, si gira e va a puntare Tacoli, che tiene botta ma, una volta in area, si fa irretire dall’ultima finta del niño e lo stende. Rigore solare, non così diverso da quello che lo stesso Cossalter conquistò un girone fa in casa loro, e che Madiotto fallì. E’ proprio il numero 10 a presentarsi sul dischetto. La palla pesa. Rigo va giù alla destra del nostro puntero, la palla s’insacca dall’altra parte: 1-0, strameritato.

Gran destro radente di Rondon dai 22 metri, palla fuori d’un metro scarso. Cossalter continua a dettar legge, imprendibile. Il Cordenons non ha l’assetto, ed ancor prima l’impostazione mentale, per prendersi in mano quel che resta della partita. Ci prova, ma senza mordente. Anche quando Dal Monte rimedia il secondo giallo per un’entrata fuori tempo su Zottino (e Gjoshi deve andare al centro della difesa, e Podvorica terzino!), i friulani, più che buttar dentro qualche spiovente, non fanno. Bedin rileva Rondon e si piazza centrale dietro, Lillo può allargarsi di nuovo, Podvorica riavanzare. I quattro minuti di recupero non passano mai, l’ultimo corner friulano fa trattenere il fiato, spazziamo, triplice fischio. Vinta!

Alessandro Cossalter, collaboratore Union Feltre

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