La Clodiense festeggia a Sedico, sconfitto l’Union San Giorgio: la cronaca del match (by MaPo)

UNION SAN GIORGIO SEDICO – CLODIENSE 0-2
Reti: 15’ st Malagò (rig), 37’ Cacurio.

UNION SGS: Pazzaia, De Checchi (23’ st Veronese), D’incà (23’ st Lazzari), Rimoldi, Polesana, M. Moretti (31’ st Solagna), Alberton, Dassiè, Marcolin, Pilotti, Radrezza.
A disposizione: D’antimo, Guarino, Coslovich, Doriguzzi.
Allenatore: Ferro.
CLODIENSE: Tebaldi, Brentan, Moretto, Conti, Nnamani, Abcha, Abrefah, Malagò, Zambon (6’ st Rivi), D’incà (20’ st Cacurio), Pradolin (25’ Boscolo Gioachina).
A disposizione: Zennaro, Boscolo M, Boscolo A, Boscolo Zemelo.
Allenatore: De Mozzi.

ARBITRO: Sig. Crezzini di Siena.
ASSISTENTI: Sig. Vitali di Brescia e Sig. Salvalagio di Legnano.
AMMONITI: Moretto (C) e Alberton (U). ESPULSO: Alberton (U) per doppia ammonizione.

È la flotta chioggiota a cantare a squarciagola “Serie D! Serie D!”. L’amaranto lagunare si prende la scena nel caldo e intenso pomeriggio sedicense. Si deve inchinare l’Union San Giorgio Sedico, il cui sogno si infrange quando il sapore aveva già stuzzicato le papille gustative dell’esercito di mister Ferro. Con uno zero a due pulito, quadrato, la Clodiense espugna il Comunale di Sedico dopo aver pareggiato 2-2 all’Aldo e Dino Ballarin all’andata e ottiene uno dei sette pass che i play-off nazionali dell’Eccellenza metteva in palio nella giostra tricolore.
Vincono le energie residue più corpose in dote a mister De Mozzi, vince soprattutto la personalità accesa con la quale la Clodiense approccia ai novanta minuti più belli, emozionanti e decisivi di una stagione intera. La prende con sicurezza e idee chiare la squadra ospite, che al fischio del Crezzini di Siena era obbligato a vincere per prendersi la Serie D. L’esperto coach dei lagunari cambia rispetto al match di andata, mister Ferro non vuole e non può farlo. I rossoblu si dispongono con il 4-3-1-2 disegnato e intrapreso come strada maestra dopo l’infortunio di Furlan. Mentre gli amaranto allargano Abrefah sull’out di destra rispetto alla gara d’andata dove funse da mezzala, sulla sinistra trova campo Pradolin lasciando la super coppia di mediani Conti-Malagò a suddividersi la regione interna del rettangolo: lo faranno magistralmente. Il bellunese Ruben D’incà si sposta internamente, quasi a giocare in verticale con la prima punta che De Mozzi individua in Zambon, preferendolo a Rivi, il titolare d’andata in quel 4-3-3 che si trasforma così nel 4-4-2 della riscossa.
Le scelte sono corrette e l’evidenza è concreta fin dal principio. La Clodiense occupa in modo avvolgente e perentorio tutto in fronte offensivo nella metà campo sedicense, lo fa con continuità anche senza precisa efficacia finalizzatrice. Lo scontro sull’out di sinistra della difesa di Ferro tra Abrefah e il fuoriquota (’98) Marco D’incà ha un vincitore enciclopedico ed è il fisico centrocampista di colore dei lagunari. D’incà e abile a muoversi tra le linee per ricevere in verticale dai mediani, ma spesso sceglie di avvicinarsi proprio al compagno di destra per favorire soluzioni di superiorità numerica su quel lato. In mezzo al campo Malagò gioca con la sapienza e la personalità dei grandi, se dovrà lasciare la Clodiense per i nobili lidi del professionismo lo farà con una prestazione di enorme spessore. Gioca una quantità infinita di palloni, anche nella propria metà campo in situazioni estreme, ricevendo anche dal portiere in mezzo ai due centrali e sottopressione. In più segna il pesantissimo rigore del vantaggio al 15’ del secondo tempo.
Il copione parla di una Clodiense intraprendente e equilibrata, capace di marchiare il terreno con continuità e soffocare sul nascere ogni occasione nella quale uno dei tre avanti di Ferro riceve spalle alla porta. Quasi un non fattore Marcolin (eroe entusiasmante della gara del Ballarin), Radrezza e Pilotti, schiavi della prevalenza fisica della coppia di centrali di De Mozzi. Le chance da rete non fioccano, e si limitano, nella prima frazione, a due palloni da sinistra ad attraversare tutta l’area di Pazzaia e raggiungere Abrefah che prima spara a lato e poi non raggiunge la sfera per centimetri all’interno dell’area piccola. Spavento sul calar della prima frazione che viene dai piedi di Ruben D’incà, liberato al limite, ma il cui mancino va poco distante dall’incrocio dei pali.
A decidere l’accesso alla Serie D è la ripresa. Dove l’Union SGS non regge la manovra ospite, nonostante la superiorità numerica al centro del campo favorisca delle triangolazioni efficaci in fase di costruzione. Il sussulto di speranza viene da una palla recuperata sulla linea di mezzeria e servita a Marcolin. L’attaccante si invola verso l’area ma dal limite conclude debolmente con la possibilità di servire un liberissimo Radrezza sul secondo palo. L’inizio della fine: al 15’ Rivi (subentrato ad un claudicante Zambon) riceve in verticale dentro l’area, sponda per il taglio di Abrefah che viene steso. È rigore solare: Malagò con il mancino la piazza piano all’angolino alla destra di Pazzaia che viene spiazzato. Vantaggio Clodiense. Nonostante ciò, De Mozzi non sta a guardare e, nel giro di dieci minuti effettua anche le altre due sostituzioni a disposizione. Tutti cambi per i giocatori offensivi, per avere freschezza negli ultimi metri ed eventuali ripartenze. Cacurio prende il posto di D’incà e si piazza dietro a Rivi, Boscolo Gioachina quello di Pradolin sulla sinistra. Al 37’ infatti arriva il contropiede decisivo: l’esterno basso Brentan si invola sulla destra, entra in area la mette per Cacurio che di destro è freddo a piazzare vicino al palo. È il gol della condanna sedicense e della gioia infinita chioggiotta. Nel finale espulso Alberton per doppio giallo.
La Clodiense può festeggiare: è il ritorno in Serie D. Il futuro della truppa di Ferro è sospeso a un filo. Il ripescaggio non è un’ipotesi per forza lontana, anzi. Però c’è da attendere e da capire a questo punto la volontà della società. Resta la stagione storica, con un campionato a lungo comandato con merito, e questa meraviglioso viaggio nei play-off nazionali. Resta la consapevolezza di disporre di un gruppo che può ripetersi ad alti livelli in questa categoria. Nelle prossime settimane sono attese le decisioni.

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