Cavalet a 17 anni “si prende” il Cadore: “per me grande soddisfazione, ma non ho fatto ancora niente”

Il bello del calcio e delle sue storie. Non è certamente l’avvio che si sperava in casa Cadore, gli uomini di mister Ben e la stessa società cadorina si aspettavano un andamento diverso per l’inizio di questa stagione in Seconda R. La squadra nelle ultime partite sta poco a poco riprendendosi e accorciando il gap creatosi con la zona alta della classifica. Domenica scorsa è arrivato un pareggio (3-3) in casa del Coi De Pera. Uomo partita per i bianco-rossi è stato Lorenzo Cavalet (nella foto sottostante), autore di una doppietta decisiva. Nulla di strano fino a qui, se non che Cavalet sia un giovane classe 1999 che tra i diversi uomini di spessore del Cadore si è ricavato un ruolo fondamentale.

Lorenzo, a soli 17 anni sei titolare in Seconda categoria, in una delle squadre che partivano favorite, te lo saresti aspettato?

“Certamente all’inizio della stagione non mi aspettavo di essere tra gli undici titolari della nostra prima squadra. Infatti se qualcuno me l’avesse detto non ci avrei mai creduto, ora che questo è reale sono contento e molto entusiasta di mettermi alla prova ogni domenica…è una grande soddisfazione.”

Non solo titolare, ma sei diventato importante e decisivo negli equilibri del team, merito di mister Ben che crede in te?

“Uomo decisivo in questo momento è dire troppo visto i giocatori di qualità che la nostra rosa ha a disposizione. Certamente la fiducia che mi trasmette il mister con tutti i dirigenti mi da una grande mano e una grande spinta a fare bene.”

Sei un prodotto delle giovanili del Cadore: come pensi siano trattati i giovani come te nella tua società?

I giovani nella mia società sono tenuti costantemente d’occhio, se lo sforzo è molto e l’impegno è quello che viene chiesto dagli allenatori molti di noi vengono convcati la domenica in Seconda categoria. Mi piace molto vedere una squadra giovane come la nostra. Sicuramente è merito di quello che ho fatto con Allievi e Juniores e delle persone che mi hanno seguito se ora sono riuscito a trovare posto in prima squadra.”

Veniamo a domenica, la tua è stata una doppietta decisiva per portare a casa un punto importante, quali sono state le tue emozioni?

“E’ sempre bello segnare un gol, figuriamoci quando se ne segnano due… grande gioia ovviamente, mi sono sentito appagato di tutte le fatiche ma ora è il momento di segnare ancora perchè i gol non bastano mai. Mi è piaciuto particolarmente il clima dopo i miei gol, l’esultanza di gruppo. Anche se mi sono inserito da poco tempo nello spogliatoio esultare tutti insieme è stato magnifico.”

Chi è una figura da cui prendi esempio nella tua squadra? Pensi che i “grandi” abbiano fiducia in te?

“Ci sono molte persone da cui cerco di apprendere qualcosa sia calcisticamente che umanamente. Il nostro gruppo è molto unito e l’ambiente è straordinario. Spero che “i più vecchi” abbiano fiducia in me e piano a piano stò cercando di conquistarla sul campo e non solo.”

Futuro, cosa speri per il Cadore?

“Spero sempre il meglio per la mia squadra. Salire in una categoria superiore sarebbe il massimo, però in questo momento è tempo di guardare al presente. Avanti, sempre e comunque. Forza Cadore.”

Quarzago, Cossalter e seppur in categorie minori, Cavalet e come lui molti altri. Storie di giovani e della loro immensa passione, del coronmento di piccoli ma grandi sogni, storie poco considerate, storie del calcio bellunese.

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