Union Feltre, esordio amaro: passa il Legnago

Union Feltre eliminata al primo turno di Coppa Italia: il Legnago, in superiorità numerica per oltre 70 minuti, ribalta l’iniziale vantaggio di Madiotto e si impone 2-1. 

Cronaca, commenti e interviswte post-partita dalla pagina facebook dell’Union Feltre

UNION FELTRE (4-3-3): Borrelli; Pinton (75′ Boschet), Busatto, Guagnetti, Salvadori; Carraro (61′ Zonta), Tanasa, Pelizzer (68′ Gjoshi); Cossalter (12′ Zannin), Madiotto, Fusciello (75′ Guzzo). Allenatore Andrea Pagan.
LEGNAGO (4-1-4-1): Cairola; Dabo, Borin, Guarco, Maiese (21′ Crema); Gulinatti (88′ Crestani); Zanetti (65′ Matei), Torri (73′ Kouamedibi), Sandrini, Marchetti (92′ El Quorichy); Barone. Allenatore Manuel Spinale.
ARBITRO: Federico Modesto di Treviso.
MARCATORI: 10′ Madiotto, 14′ Barone, 60′ Borin.
NOTE: pomeriggio caldo, terreno in discrete condizioni, spettatori 250 circa. Recupero p.t. 3′, s.t. 6′. Angoli 4-4. Espulso Borrelli (UF) all’11’ per intervento con le mani fuori dalla propria area di rigore. Ammoniti Pelizzer, Gjoshi e Guagnetti (UF), Borin e Kouamedibi (L).

Un episodio dal peso enorme: sono passati undici minuti, Barone taglia alle spalle dei nostri centrali, l’imbeccata è precisa, Borrelli gli si para incontro. Uno contro uno disperato, un metro fuori dall’area. Barone sposta palla, Borrelli va a chiudere col corpo ma la tocca fors’anche col braccio: a contare è come sempre l’opinione dell’arbitro, che dice punizione e rosso. Siamo sotto di un uomo, all’alba della partita. Pagan sacrifica Cossalter per inserire il giovane Zannin a difesa dei pali. Passiamo al 4-3-2, e ci attende un match di sacrificio.

E prima del fattaccio? Un’altra partita, breve e diversissima. L’Union Feltre la azzanna sulle cadenze care al suo allenatore, Pinton e Carraro in catena di destra vanno che è un piacere, il Legnago fa fatica a trovare le giuste contrarie. Testa di Busatto in avanzamento dopo 3′, centrale, e al 10′ il vantaggio, splendido: Carraro ringhia nella propria metacampo e strappa palla, la dà a Cossalter che aggira il marcatore diretto, tiene sul contrasto e parte in progressione, palla dolce sulla corsa verticale di Madiotto, diagonale assassino col destro, 1-0.

Non c’è tempo per assaporare la piega che stanno prendendo le cose: rosso a Borrelli. Zannin sistema la barriera (dopo ascolteremo la sua ricostruzione), Barone lo inchioda col destro sul primo palo, 1-1. Ci riassestiamo, ora Madiotto e Fusciello fanno coppia, più accentrati, il resto non muta: Busatto e Guagnetti al centro della difesa, Pinton e Salvadori terzini, Tanasa boss in regia con ai fianchi Carraro e Pelizzer. Il pallino, com’è normale, lo tiene più in mano il Legnago, ma concediamo poco campo ed ancor meno occasioni. Destro a lato di Sandrini, sull’altro fronte gran combinazione Madiotto-Fusciello: biglia sulla profondità di Giovanni, Tobia può calciare a tu per tu con l’estremo biancazzurro, ma il destro termina alle stelle, causa forse un rimbalzo fasullo al momento dell’impatto. Peccato davvero. Barone si libera di Busatto al limite della scorrettezza, l’arbitro fa giocare, cambio di campo, destro volante di Zanetti, a lato non di molto. Altra intesa di fino tra Madiotto e Tobia, sventagliata del 10 a premiare la scorribanda di Pinton che si beve il terzino sinistro veronese e cerca il cross teso, sul quale non arriva la deviazione vincente. Sotto di un uomo, sì, ma pericolosi quanto se non più di loro. Nel recupero, gran balzo di Zannini sulla propria sinistra a mettere in angolo una bella girata del solito Barone. Ed un attimo prima del duplice fischio, l’altro episodio sotto la lente: Guagnetti esercita il mancino profondo su Fusciello che difende palla da maestro su Dabo e riesce a calciare di sinistro in caduta, forse trattenuto dal marcatore ospite: il portiere fa sua la conclusione fatalmente sporca, per l’arbitro va bene così… Si rientra negli spogliatoi, con qualche tensione.

L’avvio di ripresa è ancora equilibrato. Delizioso controllo a seguire di Madiotto con l’esterno destro, apertura su Fusciello largo a sinistra, palla rasoterra al limite dell’area per l’incursione di Pelizzer, che però pasticcia il controllo e viene chiuso. Al quarto d’ora, angolo da destra in favore del Legnago: lasciamo troppa libertà a Borin che può staccare indisturbato da sei metri, schiacciare la palla a terra ed infilare l’incolpevole Zannin, 1-2. Zonta rileva Carraro e fa la mezzala, Zannin sbarra la strada al destro di Marchetti, sul prosieguo Zanetti allarga troppo il rasoterra da destra. Girandola di cambi: ora se ne possono fare cinque per parte, ma, a differenza che in serie C, li si può fare quando si preferisce. Mancano cioè le cosiddette “finestre”, che ridurrebbero, e di molto, l’agio di chi veda la sostituzione come un’opportunità di perdere tempo. Oppure, occorrerebbero recuperi ben più corposi di prima, che oggi non si son visti affatto.

Dentro Guzzo e Boschet, passiamo al 3-4-2, con Zonta e Salvadori a tutta fascia. Tanasa prova il destro a giro dal lato corto dell’area, Cairola abbranca facile, poi Guagnetti va profondo sullo scatto di Zonta, controllo col destro, impatto col sinistro sulla palla che rimbalza, fuori. Madiotto batte in fretta una punizione ai 40 metri allargando su Salvadori, gran cross calibrato, arriva ancora Zonta sul palo lontano ma colpisce sporco, la palla attraversa tutto lo specchio di porta, Boschet in acrobazia la tiene viva quasi sulla linea di fondo ma il suo suggerimento dentro l’area non trova compagni liberi. Pagan chiede a Guzzo di andare al centro dell’attacco, siamo ormai nel recupero, tanti palloni a cercare il ministro, senza esito, ed è anzi il Legnago a sfiorare la terza segnatura con due ripartenze in superiorità numerica concluse senza la necessaria precisione. Finisce 2-1 per i veronesi, vediamo di riscattarci fin da domenica prossima, quando esordiremo in campionato ospitando l’Adriese allo “Zugni Tauro”

INTERVISTE

Filippo Carraro già ride poco di suo, figurarsi dopo un’eliminazione al primo turno. Però Filippo, stai salendo di condizione, cominci a mostrare un altro passo… “Normale. Mi sto allenando da un mese, inizio a capire gli schemi del mister, ora comincio ad essere il giocatore che sono sempre stato. Io preoccupazioni non ne ho mai avute, in questo senso”. Oggi avevamo iniziato alla grande, poi quel rosso a Borrelli. “Vero, ottimo il nostro avvio, ma anche in dieci abbiamo tenuto botta: usciamo a testa alta. Non per cercare scusanti, ma arrivavamo da una settimana relativamente fresca, giochi quasi tutta la partita con l’uomo in meno, inevitabile che poi qualcosa tu vada a pagare… Staccano meglio di noi, sul corner, anche per una questione di energie, ne avevano forse di più. Adesso con l’Adriese vediamo di rimanere in undici, perchè per il resto è chiaro che stiamo crescendo e stiamo automatizzando le idee del mister: io ho ottime sensazioni”.

Per Lorenzo Zannin era l’esordio assoluto in prima squadra. Quando hai visto il rosso sventolato a Luca Borrelli…? “Emozione, tanta. Ovvio che per un portiere non è mai facile entrare a partita in corso, la squadra tende a riporre la fiducia in quello che fa il riscaldamento, è normale che sia così. Ma per me è stato bello, inutile negarlo. E’ andata male, d’accordo, però è un pomeriggio che io mi porterò dentro”. E’ andata male, ma tu hai comunque sfoderato tre, quattro belle parate. E sulla punizione del pareggio, cos’è successo? “Adesso spiego: ne ho messi cinque in barriera, la posizione di tiro era centrale, dunque avevo tanto specchio libero. Mi sono messo sulla bisettrice con la palla, lui ha calciato là, un po’ colpa mia, un po’ bravo lui nell’esecuzione…” Ed ora attendi altre occasioni per poterti mettere in mostra. “Sarebbe bello, sarebbe bello. Per un 2000 come me, la serie D è un grosso palcoscenico. Ed oggi voglio sia solo l’inizio”.

Arriva Andrea Guagnetti, e partiamo con lui dal secondo gol subìto, su palla inattiva. “Sono proprio le situazioni in cui dovremmo essere più attenti, l’uomo in meno lo puoi pagare magari a livello di gioco, di predominio. Lì no, lì devi stare concentrato. Colpa nostra. Anche perchè, sebbene in dieci, abbiamo sempre giocato e li mettevamo spesso in difficoltà, anzi nel primo tempo, con un pizzico di cattiveria in più, qualche altra occasione avremmo potuto sfruttarla”. Per quanto invece concerne il quarto d’ora scarso giocato in parità numerica, tanta intensità da parte nostra, una squadra che viaggiava a gran ritmo. “Sì, questa è un’analisi importante dalla quale ripartire in vista di domenica. Ora le partite iniziano a contare, la preparazione si sta esaurendo, la gamba sta arrivando e le idee ci sono: mettiamoci tutto quello che abbiamo, convinti”. L’episodio dell’espulsione, come l’hai visto? “Ero in corsa, la palla gli è picchiata sul petto, che poi l’abbia presa con le mani o che… Ma ci può stare, ci mancherebbe. Solo che poi, fine del primo tempo, c’è una situazione dubbia su Fusciello, e un arbitro che ti espelle subito il portiere nel novanta per cento dei casi lì fischia a favore tuo, invece… Ma guardiamo a noi, domenica sarà ancora più importante, la prima di tante partite che ci diranno che tipo di squadra siamo davvero”.

Chiudiamo con mister Pagan, non prima che venga microfonato per un’emittente locale. “La partita aveva preso la piega che volevamo noi. L’avevamo preparata per giocarla dal 1′, andare in vantaggio subito, chiuderla il prima possibile e poi magari andare in gestione, da squadra importante. Purtroppo l’episodio di Luca ha condizionato un po’ le cose. Ma fin là, a ben guardare: per tutto il primo tempo, se c’era una squadra che continuava a giocare, quella era l’Union Feltre. Ecco, qualcosa abbiamo patito nella fase iniziale della ripresa, ma poi, seppure in dieci, i nostri tre centrali difensivi giocavano coi piedi sulla linea di metacampo… mi pare un segnale chiaro che la partita abbiamo continuato a giocarla per vincere. Prendiamo tra l’altro due gol evitabilissimi, il secondo da corner, il primo con una barriera poco scaltra: dovevano magari guadagnare qualche metro, andare ad aggredire la palla… Li ho chiamati, ma sono stati tutti bravi chirichetti… Nel calcio, quelli troppo buoni ne fanno poca di strada. E poi, le occasioni che ci siamo mangiati, Tobia Fusciello, Zonta due volte, Pinton anche lui troppo chirichetto, aveva saltato l’uomo, se gli va addosso è rigore… Ma questi sono episodi, ed a me interessa invece l’atteggiamento con cui la squadra ha giocato”. Perchè hai tolto Alex, che era partito forte, come nella gran sgroppata del gol, e che tra l’altro domenica è fuori per squalifica? “Se toglievo un “vecchio”, giocavamo con quattro fuoriquota su dieci, intanto. E poi, giocando a quel punto con due attaccanti, Tobia e Giovanni potevano darmi quel qualcosina in più, come hanno dimostrato nel primo tempo. A me è dispiaciuto molto, l’ho detto a Cossalter quand’è venuto in panchina, era partito molto bene, come peraltro mercoledì a Moriago, però succede, ci sono momenti in cui lo devi fare. Quello che conta è il messaggio che come squadra abbiamo trasmesso all’esterno, e quello dovremo continuare a trasmettere nelle prossime partite: noi giochiamo per vincere! Altro i nostri prossimi avversari non devono sapere, di noi, tanto più che oggi abbiamo giocato in dieci, per cui tatticamente che ne sanno…” Spirito e determinazione, il mister.

Alessandro Cossalter, collaboratore Union Feltre

 

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